Come costruire un personaggio di spessore


Un personaggio di spessore può non essere “figo”

La frase di apertura è ovviamente una provocazione. Molti misurano, a torto, lo spessore di un personaggio rispetto a quanto è “figo” (in senso letterale e lato).

Creare personaggi di spessore non è semplice; riconoscerne lo è un po’ di più. I canoni possono cambiare rispetto al genere letterario, ma ci sono elementi comuni che ti possono aiutare a riconoscere degli ottimi personaggi o a crearne delle bozze.

Prenderò in considerazione alcuni fattori che potrai trovare di primo acchito “banali” e altri che lo sono molto meno.

Un personaggio di spessore evita gli stereotipi

La parola d’ordine in questo caso è originalità. Bisogna pensare fuori dagli schemi… o meglio, negli schemi della vita di tutti i giorni: guardatevi intorno e pensate alle persone che conoscete. Di solito siamo tutti dei personaggi straordinari!

Quando leggo di un protagonista orfano, che non ha amici, che è sempre triste a causa del suo destino e ha mille tragedie alle spalle, e che magari è destinato a grandi cose a causa di una profezia… ecco, mi avvicino alla finestra.

Faccio la stessa cosa quando leggo di un investigatore/detective che ha un profondo senso della giustizia e dell’onore perché un criminale gli ha ammazzato i genitori da piccolo; o ancora il bello impossibile, tenebroso e burbero, o la femme fatale dalla voce calda e misteriosa… e potrei continuare per un bel po’.

Chiudo in fretta questo passaggio, per dare più spazio a elementi più importanti: gli stereotipi sono il male ma non vanno sempre evitati. Vanno però usati con il contagocce.

Un personaggio di spessore
ha una storia credibile alle spalle

Sì, la parola giusta è credibile.
Può essere una storia tragica, felice, intricata, lineare… come vuoi, l’importante è che sia credibile e che tu ce l’abbia bene in testa quando crei il personaggio. Non devi fare l’errore di spiattellarla subito al lettore con i temuti infodump o di farla uscire fuori a tutti i costi nei minimi particolari.

L’importante è far comportare il personaggio di conseguenza, e quindi renderlo credibile a sua volta: se agirà in modo coerente con la sua storia, i trascorsi verranno a galla in modo naturale.
Un esempio molto banale: per metà libro, ambientato in una località marittima, il protagonista non fa mai un bagno e ogni volta declina gli inviti degli amici o dei conoscenti. Alla fine della storia si scopre che, da piccolo, ha avuto un trauma da rischio di morte per annegamento: a quel punto avrà tutto un senso e aver inserito quella sfaccettatura di carattere all’interno del libro sarà un fattore positivo.

Un personaggio di spessore non è
necessariamente quello più intelligente
o quello più forte

Essere un personaggio di spessore non è un sinonimo di potere (fisico o mentale che sia, e non mi riferisco solo alle abilità soprannaturali). Molto spesso, infatti, ha più carisma un personaggio che deve arrancare per essere al livello degli altri.

Potrei farti gli esempi più disparati dalla televisione al cinema, dal teatro alla letteratura; sono sicuro che se ci pensi bene saprai individuare personaggi ben costruiti anche da solo.
Quello che voglio dire è che un personaggio di spessore non dovrebbe solo “eccellere”, ma dovrebbe avere anche dei problemi (paure, fobie, piccole o grandi disabilità fisiche, difetti di carattere, eccetera).
Tratta i personaggi come fossero delle persone reali!

Un personaggio di spessore
è caratterizzato da pennellate uniche

Veniamo alla caratterizzazione. Un personaggio di spessore è unico: come parla? Come agisce e come ragiona? Fatti queste domande quando leggi di un personaggio o ne vuoi creare uno. Se ci sono elementi particolari che rendono facile e chiara la risposta a ogni singola domanda, stiamo parlando (probabilmente) di un buon personaggio.

Alcuni spunti potrebbero essere quelli di assegnargli qualche modo di dire o parola in particolare, che usa solo lui/lei; un modo specifico di sorridere, o di muovere le mani mentre dice o fa qualcosa, o ancora una caratteristica specifica del suo fisico o del suo intelletto e via discorrendo.

Un personaggio di spessore è imprevedibile

Una storia avvincente e imprevedibile è molto più allettante di una poco originale, di cui possiamo intuirne corso e finale.

La stessa cosa vale per un personaggio. I suoi comportamenti dovrebbero lasciarci spesso e volentieri di stucco; le sue reazioni sempre inaspettate. Considera che un personaggio dovrebbe essere coerente con la sua storia, come ho accennato prima, ma può anche essere caratterizzato da scelte o azioni contrastanti, proprio come lo siamo noi.

Dai profondità alle tue creazioni

Dai un’anima al personaggio.
Rendine le scelte plausibili rispetto al carattere e al modo in cui ragiona; che sia sempre coerente con sé stesso (l’affermazione comprende il non far mai essere coerente con sé stesso un personaggio un po’ pazzoide), che abbia un passato interessante, che riservi delle sorprese anche quando ci si aspetta di sapere tutto su di lui.

La narrazione è tutto

La cosa più importante è che tutti questi elementi, una volta studiati e analizzati bene, non devono essere inseriti nella storia a tutti i costi. Le descrizioni dei personaggi non devono essere pedanti e dovresti fare attenzione a non farli apparire come delle macchiette.

Bisogna approfondire un personaggio nel tempo, pian piano, senza scadere negli infodump e cercando di far venire tutto a galla con naturalezza.
La descrizione fisica del personaggio, per esempio, è molto spesso fatta con l’escamotage di far passare il povero protagonista di turno davanti a uno specchio (di vetro o d’acqua). Questa trovata è stata così sfruttata da apparire ridicola. Cerca soluzioni diverse e soprattutto non sforzarti per farlo all’inizio della storia.

Stesso discorso vale per il carattere: non buttarti in descrizioni onniscienti del personaggio, spiegando al lettore per filo e per segno come ragiona, cosa fa nella vita, le sue mutande preferite… Fai piuttosto emergere il suo carattere attraverso i dialoghi diretti con gli altri personaggi o tramite le azioni che compie, non con piatte descrizioni.
In questo caso vale la regola dello show, don’t tell.

Uno scrittore dovrebbe essere
anche un bravo attore

Descrivere gesti che mai faremmo o parole che mai pronunceremmo è difficile. La vera sfida è proprio questa.
Ricorda che non c’è una ricetta perfetta per creare un personaggio originale. Devi sperimentare, pensare fuori dagli schemi, metterci Tecnica e cuore.

Solo un personaggio unico è in grado
di rimanere impresso nella mente dei lettori
ed è quella unicità che devi rincorrere o riconoscere.

Un consiglio: dopo aver creato un personaggio (meglio se già inserito in una storia) chiedi i pareri dei tuoi amici. Prendi questi pareri con le pinze, ma dagli importanza se una o più critiche ti vengono mosse tali e quali da più persone.

Se vuoi un parere professionale, rivolgiti a un Editor. Puoi contattarmi qui.
Buona creazione!

3 risposte a “Come costruire un personaggio di spessore”

  1. Molto interessante. Secondo me però non si può creare un personaggio perfetto che non somigli un po’ a qualcuno, sia esso un amico, un familiare o l’autore. Deve “sapere d’uomo” ed è questo che lo rende concreto e universale al tempo stesso…

    1. Certo, Giulia… è vero. Bisogna infatti considerare che c’è un po’ dello scrittore in qualsiasi personaggio che egli crei. Magari in percentuali minime, ma c’è.

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