Quanti tipi di Editing esistono?


Non sono pochi i casi in cui in Italia c’è confusione con i termini usati in questo settore: per fare un esempio estremo, c’è ancora chi confonde Editor ed Editore!
In questa sede vorrei affrontare i termini inglesi con cui si identificano i vari tipi di Editing e passare poi a quelli italiani.

Purtroppo è sempre più diffusa l’idea di dividere l’editing in diversi compartimenti stagni. Hai mai sentito parlare di “editing strutturale”, “editing contenutistico”, “editing stilistico”; e ancora altre categorie come “editing leggero” e “pesante”?
Bene, vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Una premessa: L’EDITING secondo me

Chi fa le distinzioni di cui sopra prendendole per categoriche e/o oro colato, non è del mestiere oppure è un professionista o agenzia che per motivi economici e di tempo deve fare distinzioni che nella pratica hanno poco senso.

Attenzione! A parte le definizioni, che puoi tranquillamente trovare su internet, sono tutti pensieri miei in quanto professionista del settore. Potresti non condividere la mia filosofia; io tengo solo a fare un po’ d’ordine per chi queste cose non le mastica.

I TERMINI INGLESI

Developmental Editing

Letteralmente “editing dello sviluppo”, qui in Italia conosciuto come coaching, book coaching e similari; attenzione a non confonderlo con quello che qui in Italia chiamano “editing strutturale”, che vedremo dopo.

Se il romanzo è ancora nelle fasi iniziali e l’autore non è sicuro di come lo vuol strutturare, può chiedere a un Editor di aiutarlo a farlo. Con idee, pareri sulla stesura, direzioni da prendere, target di riferimento, taglio stilistico, di trama e chi più ne ha più ne metta.

È essenzialmente “coaching”, che sarebbe un po’ come avere di fianco un co-autore o nei casi più estremi un Ghost Writer. Per quanto mi riguarda è essenzialmente inutile; uno scrittore senza idee e che non sa dove andare a parare è meglio che assuma direttamente un Ghost Writer e faccia scrivere la storia a qualcun altro.

Io non ho mai proposto di fare questo tipo di “editing”, perché per quanto mi riguarda è poco utile alla crescita di un autore, che sarebbe incredibilmente influenzato nella stesura del libro. A me piace pensare a uno scrittore, durante la prima stesura, nei termini in cui lo definisce Stephen King: un uomo (o una donna) in una stanza chiusa. Solo dopo la prima stesura quella porta può essere aperta e lo scrittore ricevere influenze esterne, altrimenti il testo sarà contaminato fin dall’inizio.

Line Editing

Letteralmente “editing di linea” che sarebbe l’editing “riga per riga”.
C’è poco da dire: questo è un editing che passa al microscopio il testo: grammatica, sintassi, ortografia, fluidità del testo. L’Editor potrebbe in questo caso proporre modifiche a intere frasi oltre che per singole parole. Questo tipo di editing interviene anche su consigli riguardo a trama, personaggi o ambientazione. È a parer mio l’unico tipo di Editing completo e ragionevole, ed è quello che abbraccio io.

Copy Editing

Letteralmente “editing in copia”.
Nella pratica si tratta dell’editing “riga per riga” o line editing senza però la parte contenutistica, cioè senza pareri su trama, ambientazione, personaggi, eccetera. Per me è anche questo poco utile in quanto il fratello “ben vestito” della correzione di bozze (chiamata in inglese “proofreading” e che si occupa solo di refusi ed errori di punteggiatura). Per metterla giù in parole povere, sarebbe una correzione di bozze che sconfina in pareri sulla fluidità del testo e sulla sintassi, qualcosa quindi a metà strada tra la correzione di bozze e il line editing di cui abbiamo parlato prima.

I TERMINI ITALIANI

A differenza dello schema rigido dei termini inglesi, in Italia ogni agenzia / professionista dice una cosa diversa rispetto ai tipi di Editing. In questa sede ho raccolto quante più definizioni possibili.

Editing  formale

Intervento che riguarda l’impaginazione e l’estetica di un testo, e che quindi non prende in considerazione nient’altro.

Editing  strutturale

Intervento che riguarda la struttura del testo: trama/fabula e taglio di scene – eventi.

Editing  contenutistico

Intervento che riguarda dialoghi, personaggi e intreccio e che quindi non pensa alla forma né alla struttura.

Editing  stilistico

Intervento che riguarda solo la forma: grammatica, sintassi, semantica, ortografia. Un potenziamento della semplice “correzione di bozze” che però non prende in considerazione i contenuti, né la struttura.

Editing  profondo

Forma spesso usata per riferirsi a un Editing che comprenda i suddetti editing strutturale, contenutistico e stilistico.

Editing  leggero

Forma spesso usata per riferirsi a un Editing che comprenda i suddetti editing formale e stilistico.

CONCLUSIONI

Io mi limito a dire una sola cosa: esiste un solo tipo di Editing ed è quello di cui ha bisogno il testo.

Un testo già scritto, non in fase di scrittura; un testo che abbia una trama ben chiara nella testa dell’autore. Solo lavorando sul testo stesso si può infatti capire di cosa ci sia bisogno; non si può decidere a priori di agire per compartimenti stagni e affibbiare a ogni tipologia di editing un prezzo a sé stante.
Non è professionale.

Ed è per questo che secondo il mio parere tutto quello che ho spiegato qui sopra non è il modo giusto di approcciarsi all’editing e rischia di confondere un autore e perfino una Casa Editrice che richieda dei servizi a professionisti esterni.

Aggiungere aggettivi a quello che si chiama semplicemente “Editing” è superfluo, fuorviante, complica le cose senza alcuna ragione. Serve, sempre secondo me, solo per dire agli autori di sborsare un euro di più o un euro di meno già prima di aver lavorato sul testo.

La mia filosofia è quella di leggere qualche pagina del testo in questione (compresa la sinossi, se ne esiste una) ed effettuare una tariffa su un range unico, non rispetto alla scelta di cosa andare a toccare – quello non lo si può sapere prima, e chiunque ti dica il contrario senza aver letto l’intero testo è un pagliaccio – ma rispetto al testo stesso.
E solo allora effettuare l’editing.

L’Editing, quello con la E maiuscola, cioè quello che comprende tutto: forma e contenuto, rispetto – ripeterei all’infinito – a quello di cui ha bisogno il testo stesso.
C’è bisogno di lavorare sullo stile perché la trama è una bomba? E sia.
C’è bisogno di lavorare sulla trama, perché lo stile è buono? E sia.
C’è bisogno di lavorare su entrambi (in diverse percentuali di approfondimento) perché il testo ha bisogno di entrambe? E sia!
Bisogna distinguere, è ovvio, tra Editing, Correzione di bozze e Valutazione editoriale.
Tutto il resto per me è aria fritta.


Spero di averti chiarito un po’ le idee o, almeno, il mio pensiero al riguardo.
Ricorda che rimango disponibile a rispondere ai dubbi qui sotto o in privato, e nel caso tu avessi bisogno di un Editor, sai dove trovarmi.
Buona scrittura!

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