10 punti per conoscere un Contratto editoriale


Non bisogna mai firmare
una proposta di pubblicazione
senza analizzare attentamente il contratto

Una banalità, vero?
Purtroppo no. Le Case Editrici, talvolta, soprattutto quelle piccole (principalmente quelle a pagamento, ma non solo), fanno leva sull’entusiasmo dell’autore esordiente per andare a colpo sicuro e proporre contratti non vantaggiosi per la controparte.
In quest’articolo, però, non voglio parlare di moralità, ma di fatti che ti possano essere utili in fase di proposta di un contratto.
Riassumo così quello che dovrebbe fare un esordiente che tiene davvero al suo libro:

“Il giorno in cui, finalmente, ci si troverà
nella condizione di firmare un contratto
di edizione vero e proprio, bisogna
prendere tempo per leggerlo e informarsi.”

Questa frase non è mia, proviene dal portale di Scrittori in Causa, che ti consiglio di visitare quando avrai un po’ di tempo da “perdere” per informarti bene sulle questioni contrattuali.
Un altro aiuto consistente lo fornisce il Writer’s Dream, uno dei portali di editoria più conosciuti in Italia, e la sua sezione Questioni legali.

Ora che ti ho fornito le indicazioni giuste per trovare davvero un mare di informazioni per il futuro, passiamo alla pratica e ai nostri 10 punti per conoscere un contratto editoriale.

  1. Acquisto copie o richiesta contributi

    Se l’Editore ti chiede qualsiasi forma di contributo (acquisto copie cartacee o digitali, rimborso spese nei confronti della CE per qualsiasi motivo, contributo editing, correzione bozze, promozione, oppure contributo una tantum, eccetera) si tratta di una Casa Editrice a pagamento.
    Io credo nell’editoria non a pagamento e ti consiglio di cestinare questi tipi di contratto, ma se vuoi investire sulla tua opera e pagare per pubblicare, fallo in maniera consapevole: chiedi una consulenza a un addetto ai lavori per avere chiaro cosa tu debba aspettarti.

  2. Percentuale di Royalties autore

    Sulle copie cartacee le royalties (in termini spiccioli, la percentuale che spetta all’autore per ogni copia venduta) non dovrebbero mai scendere sotto il 5% e aggirarsi invece intorno all’8-10%, mentre per le copie digitali dovrebbero essere più alte e arrivare anche al 20-30%.

  3. Diritti terzi

    Parliamo di cinema, radio, tv, traduzioni in altre lingue, eccetera. La percentuale corrisposta all’autore dovrebbe essere del 50% o più, mai meno.

  4. Durata del contratto

    Sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere nel caso lo si chieda. Ricorda che legarti a una Casa Editrice (soprattutto se piccola) per tanti anni è fondamentalmente inutile, per te.

  5. Promozione del libro

    Questo è un punto dolente, soprattutto per quanto riguarda le piccole Case Editrici. Tieni bene a mente che nel contratto dovrebbe esserci qualcosa al riguardo, perlomeno sulla promozione online del tuo libro. Le Case Editrici piccole e gratuite spesso si limitano a promozione sui social, sui blog tematici e sul loro sito.
    Non ti aspettare la luna, perché le piccole case editrici si chiamano “piccole” per una ragione. Spesso non è mancanza di professionalità, serietà o passione, ma di mezzi.
    Alcune si spingono a organizzare presentazioni nella tua regione o nella loro, altre puntano a essere presenti alle fiere dell’editoria. Quale che sia il caso della Casa Editrice che ti propone il contratto, è sempre bene che sia tutto scritto nero su bianco. Non ti fidare troppo delle parole, su questo punto più che sugli altri: verba volant, scripta manent.

  6. Editing o correzione di bozze

    Dovrebbe esserci qualcosa al riguardo nel contratto; non sono servizi forniti da molte Case Editrici, purtroppo. Considera che molto spesso le piccole Case non hanno degli editor professionisti tra le loro fila, quindi quello che faranno non può essere chiamato proprio “editing”, ma piuttosto una correzione di bozze accompagnata da brevi commenti al testo di quando in quando.
    Alcune Case Editrici non fanno nemmeno correzione di bozze. In ogni caso, una Casa Editrice dovrebbe fornire questi servizi in modo del tutto gratuito, come suggerito al punto 1.

  7. Formato di pubblicazione prevista

    Questo dipende da quello che vuoi e dai tuoi obiettivi; alcuni preferiscono solo il formato e-book; altri, come me, sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea.
    Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui manderai le email alle singole Case Editrici. In ogni caso nel contratto dovrebbe essere chiaro in che formato si intende pubblicare il testo.

  8. Tempistiche di pubblicazione

    Sapere entro quanto tempo sarà pubblicato il libro non è così scontato. Suggerisco di chiedere di aggiungere al contratto, nel caso sia assente, una clausola che impegna l’Editore a pubblicare il libro entro 6 mesi, al massimo un anno, o comunque entro una data precisa.
    Le Case Editrici più professionali hanno un calendario di pubblicazioni programmate, quindi ti proporranno automaticamente una data di pubblicazione.

  9. Tiratura iniziale

    Sarebbe auspicabile che l’Editore ti dicesse chiaramente quante copie intende stampare del tuo libro in prima battuta e tutto quel che riguarda la politica di distribuzione (che sia online o nelle librerie).
    Questo punto non è da tenersi in considerazione per pubblicazioni in formato esclusivamente digitale; in quel caso è bene tener conto comunque della distribuzione online.

  10. Anticipi all’autore

    Non parlo di draghi e fate, te lo giuro: esistono. È quasi un sogno per le piccole Case Editrici ed è mediamente diffuso per le Case Editrici di medie dimensioni, mentre rappresenta quasi una regola per le Big come Rizzoli, Mondadori eccetera.
    Se c’è, soprattutto per le piccole, è un grande plus. Non solo economico, ma anche di professionalità e serietà: una Casa Editrice che crede nei suoi autori non solo non lascia che sborsino nemmeno un euro, ma paga il lavoro dello scrittore.
    Questo fattore è stato dimenticato e messo da parte troppo a lungo da entrambe le parti, e anche se fare l’Editore oggi non è semplice (scriverò un articolo al riguardo, per far capire a quanti più aspiranti scrittori possibile cosa significa essere Editore al giorno d’oggi, dal punto di vista economico) bisogna avere rispetto per il proprio intelletto e per il proprio lavoro.

Adesso hai le basi per leggere attentamente un contratto e sapere se può fare al caso tuo. Lo so, risulterò ripetitivo, ma…

Leggi il contratto riga per riga, con molta attenzione
e senza sottovalutare alcun punto o clausola.

Soffermati sui passaggi che ti sembrano poco chiari. Chiedi pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori, sui siti che ti ho indicato o ancora chiedi a me per una consulenza) e infine interfacciati con l’Editore stesso.
Le Case Editrici dovrebbero essere disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiedi gentilmente, motivando le tue richieste. Ricorda sempre che è normale esigere rispetto, ma è doveroso darne altrettanto alla controparte, in questo caso l’Editore.
Buona fortuna!

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