I costi dell’Editoria, ovvero fare l’Editore oggi


Molti aspiranti scrittori
hanno domande sugli Editori
cui è difficile trovare risposta sul web.

Ed è per questo che proverò a darti delle risposte sull’Editoria odierna.
Quante volte ti sei chiesto perché un libro ha quel determinato costo? E perché agli autori spetta “solo” dal 6 al 10% di royalties?

Domande lecite. Cercherò di spiegarvi le risposte, oltre che darvele.
Un doveroso ringraziamento va al forum del Writer’s Dream (che gestisco come Community Manager), uno dei portali di editoria più importante in Italia. Ha rappresentato una fonte inesauribile di informazioni nel corso degli anni.

Un altro grazie va alle realtà che mi hanno aiutato direttamente a formare alcune delle “torta editoriali” di cui parleremo tra poco, e cioè Aporema Edizioni, Nativi Digitali Edizioni e Tempesta Editore.
Tengo a sottolineare che in questo articolo non parlerò degli anticipi, su cui ho scritto un articolo ad hoc.

LA TORTA EDITORIALE delle piccole

Andiamo dritti al punto. Se non sai cosa comporta essere un Editore in termini numerici, proverò a spiegartelo. Parliamo per percentuali: sul 100% del costo del libro, le spese come si dividono?
Ovviamente dovrò parlare per “medie”, poiché ogni Casa Editrice ha i suoi costi fissi e variabili, e una sua filosofia (chi investe di più in promozione, chi meno, chi partecipa a più fiere, chi si avvale di stampa digitale – più costosa – e chi standard, eccetera).

  • Royalties autore = 10%
  • Tipografia (costi di stampa) = 15%
  • Distribuzione (accordi di distribuzione, per esempio con Amazon e IBS online, o Messaggerie, Directbook eccetera per le librerie) = 45%
  • IVA = 4%
  • Spedizione = 3%
  • Varie (costi variabili come partecipazione a fiere, gestione magazzino, altro…) = 10%
  • Editing, impaginazione, grafica = 10%

In questa simulazione, alla Casa Editrice rimane la bellezza del 3% di introiti. Per farti capire cosa significa in termini pratici, mettiamo che un libro costi 10 euro:

  • Royaltie autore = 1 €
  • Tipografia = 1,5 €
  • Distribuzione = 4,5 €
  • IVA = 0,40 €
  • Spedizione = 0,30 €
  • Varie = 1 €
  • Editing, impaginazione, grafica = 1 €

In tutto sono 9,70 €. All’editore, sulla vendita ogni libro, rimarrebbero in tasca 30 centesimi.

LA TORTA EDITORIALE delle medie e grandi

Per la grande e media Editoria la torta comincia a cambiare, anche se il risultato è più o meno lo stesso. Facciamo un esempio:

  • Royalties autore = 8%
  • Pagamento al personale (compreso editing) = 12%
  • Tipografia = 13%
  • Distribuzione = 48% (diviso tra librerie e distributore, con una media, rispettivamente, del 36 e del 12)
  • IVA = 4%
  • Grafica ed eventuale traduzione = 5%
  • Agenti e rappresentanti = 6%
  • Fiere, altri viaggi = 2%

In questo caso arriviamo al 98%, per cui rimarrebbe il 2% in tasca all’editore (che va visto come un’azienda). Con il solito esempio di 10 euro a libro, rimangono 0,20 centesimi.

LA TORTA EDITORIALE “digitale”

Per gli ebook, i numeri cambiano sensibilmente (e da caso a caso), poiché il modo di vendere è diverso. Vediamo come, in media:

  • Royalties autore = 25%
  • Distribuzione = 30%
  • Grafica, impaginazione, editing = 10%
  • Promozione = 20%
  • IVA = 4%
  • Varie (fiere, altro) = 8%

In questo caso arriviamo al 97%, per cui rimarrebbe il 3% in tasca all’editore. Quindi, anche se l’ebook costa meno, all’editore rimane in tasca sempre la solita percentuale, mentre agli autori va un po’ meglio.

Altri elementi sulla piccola editoria

Per un piccolo editore la faccenda si complica: editore per hobby o per lavoro?
In media, un piccolo editore ha tre “dipendenti”, tre persone che investono “full time” il loro tempo per questa realtà (la media sale a cinque se consideriamo i collaboratori esterni, come Editor, lettori, altro).
Con le percentuali di cui abbiamo parlato poco fa, si riesce ad avere uno “stipendio” a fine mese, secondo te? Il gioco vale la candela?
Difficile a dirsi, dipende da caso a caso. C’è chi risponde di sì, chi di no, chi è vago.
Come fare, allora? Un Editore a quel punto può decidere di offrire sevizi collaterali (consulenze, servizi di editing o grafica a pagamento, corsi).
E così rientrerebbe nei costi e comincerebbe anche a guadagnare. C’è anche un altro modo, che ci porta dritti al prossimo paragrafo…

Chi va fuori dai binari dell’Editoria standard

Puoi intuire perché alcune piccole Case Editrici non offrano alcuni servizi, come ad esempio editing o correzione di bozze, oppure non si avvalgano di un distributore, o che non partecipino alle fiere dell’editoria.
O che addirittura richiedano soldi per pubblicare (io ti consiglio a prescindere di non farlo, anche se ti promettono le famose “apparizioni in radio e televisione”).

Per ogni “voce” che eliminiamo dalla torta, aumentano gli introiti per la Casa Editrice, oppure (se vogliamo pensare alla buona fede) vuol dire che investe di più in altre attività.
In ogni caso diffida di chi ti chiede contributi per pubblicare, perché è sintomo di bassa professionalità e serietà.
D’altro canto, non ti aspettare (né chiedere) la Luna, perché una piccola o media realtà non ha i mezzi per dartela.

Conclusioni

Adesso puoi capire meglio le dinamiche dell’editoria: fare l’Editore, in Italia, non è per niente semplice.
Pensa che una big come Mondadori può coprire i costi dei “flop” con gli incassi di libri da vendite milionarie (avete presente l’ultima uscita di Dan Brown?) o puntare sullo Youtuber del momento; un piccolo editore, invece, rischia di più.

Si genera un circolo vizioso per cui i piccoli e medi editori sono spesso restii a rischiare, a investire, a innovare, e dati alla mano non li si può nemmeno biasimare.
Ti ho dato un po’ di informazioni difficili da scovare per chi non sia un “addetto” ai lavori, e spero ti siano utili. La prossima volta tornerò sull’argomento riguardo alla tanto agognata “distribuzione”.

Non mi resta che salutarti.
Se hai bisogno di aiuto riguardo alla pubblicazione del tuo libro (per esempio su un contratto editoriale) il mio consiglio è di informarti con calma.
Io rimango disponibile e a questo punto dovresti già sapere dove puoi trovarmi.

Buona scrittura!

3 risposte a “I costi dell’Editoria, ovvero fare l’Editore oggi”

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